E poi, il master

Pioggia, e vento, cosicché l’acqua potesse arrivare da tutte le parti. Tailleur e tacchi alti, per la prima volta forse dalla laurea, ma stavolta per celebrare un inizio.

Certo, il dress code della cerimonia di apertura dei master de Il Sole 24 ore poco si adattava all’accoglienza bagnata che Milano ci ha riservato. Girare in tailleur e tacco dodici su e giù per i mezzi pubblici mentre vien giù il diluvio universale è una cosa che ancora non mi viene tra le più spontanee. Le  scarpe col tacco sono finite quindi in borsa e ai piedi ho messo l’unico paio di stivali che ero riuscita a ficcare in valigia. Che ovviamente non stava per niente bene con il tailleur. Roba che avevo il terrore che  da dietro un angolo spuntassero Carla Gozzi e Enzo Miccio a urlarmi “Ma come ti vesti?”

Però quando ti trovi alcune persone davanti, degli stivali occultati in borsa te ne scordi completamente. Perché avverti, sempre lì, nella pancia, che forse  sei nel posto giusto.
Se era l’effetto che l’evento di apertura dei master voleva suscitare, ci è riusciuto in pieno. L’idea che dalle persone che hai davanti potrai davvero imparare, perchè ti spingeranno a fare uno scatto in avanti, di quelli importanti.
Una tavola rotonda su formazione e lavoro, e su come distinguersi  in un mercato del lavoro sempre più selettivo. Per chi ha fatto il giornalista per un tempo sufficientemente lungo per essere spedito a diverse tavole rotonde, il  solo sentirle nominare provoca un attacco narcolettico. Mai successo che non volevo che finisse.
Suggestioni disparate:
  • Gianluca Perin, direttore personale del gruppo 24 ore: “io uno che ad un colloquio non mi sa dire quali sono i temi più importanti dell’agenda politica e economica in azienda non lo vorrei mica…”
  • Rossana D’Antona presidente della D’Antona e Partners: alla platea degli iscritti  delle iscritte (visto che siamo in un rapporto di 70 a 30 sugli uomini): ” faccio un appello alla sorellanza; imparate ad esprimere le peculiarità della leadership femminile, che è diversa da quella maschile, e che deve essere il vostro valore aggiunto”
  • Fabio Cecchinato, responsabile leadership developement a Mercer Italia: “non temete di essere, in alcune fasi della vosta carriera, dei follower, ma approfittatene per accumulare capitale relazionale e personale, per prendere dei modelli e imparare da loro”
  • Claudio Stefani, vicedirettore Imprese della Banca Popolare di Milano: “riportate l’etica in azienda”
  • Arturo Artom, un po’ Steve Jobs ma più simpatico: “rompete le scatole alle persone che vi possono portare al lavoro che vi interessa, a volte può essere una strategia vincente”

Per ora, buona la prima.

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